Vivi l'Antartide a scuola!

AntartideAbbiamo aperto una nuova sezione del sito per seguire la XXVIII spedizione italiana in Antartide organizzata nell’ambito del PNRA a cui partecipa il docente Luca Miserere dell’I.I.S. “J.C Maxwell” di Nichelino (TO)

Segui il DIARIO della spedizione in Antartide

BlogAntartide

Facebook

WebradioLogo Radio M@xwell
 
... la webradio dell'IIS J.C. Maxwell
SOLO
musica Creative Commons

Facebook

Sono ora collegati

Che tipo di musica vorresti ascoltare?
 
Home Antartide - Diario
Diario
Nevica!!
La situazione meteorologica non migliora, talvolta nevica, il cielo è per la maggior parte del giorno coperto da nuvole basse e quindi il C130 non riesce a raggiungere Baia Terra Nova.
Se vi sono delle finestre di apertura del cielo c’è Mc Murdo che anche lei è interessata dal maltempo.
I gruppi di ricerca, compreso il SICAF, hanno concluso le loro ricerche e quindi le loro attività lavorative sono molto diminuite se non completate.
Continuano a lavorare in base solo i logisti.
Il maltempo impedisce anche di fare escursioni lunghe e quindi nei pochi momenti possibili fra una perturbazione e l’altra ci è concesso di poter compiere qualche piccola escursione nei dintorni della base.
In questo caso le sorprese non mancano mai.
Ad esempio in una breve passeggiata verso Punta Stocchino ho potuto osservare per la prima volta Prasiola crispa, un’alga tipica delle coste dei paesi freddi presente sia in Artide che in Antartide ed uno splendido blocco di ghiaccio, probabilmente resti di un piccolo iceberg.
Una foca di Weddel è venuta a riposarsi sul pack davanti alla base e ovviamente non potevo non fargli una foto cercando di non disturbare troppo il suo riposo.
In una escursione verso il vicino Enigma Lake, nonostante il brutto tempo, la vastità di questo continente si è presentata con dei panorami fantastici sia verso Campo Icaro e Punta Faraglioni e sia verso la base MZS.
Si cerca di stemperare l’attesa del volo in base organizzando la sera del 25 una piccola festa al Pinguinattolo.


 
No go!!
Nella base di Mc Murdo le condizioni meteorologiche non sono buone e qui a Terra Nova (MZS) è previsto un peggioramento.
Per questo motivoil C130 non può partire. Tutto viene rinviato al giorno successivo.
Nonostante tutto nella mattina in base e fra i gruppi di ricerca si lavora molto per ultimare il riempimento delle casse di campioni scientifici e strumenti che dovranno tornare in Italia.
In questo caso svolge un ruolo importante il magazzino ed il suo personale logistico del PNRA, come Massimo, che raccoglie tutte le casse dei vari gruppi di ricerca sia di MZS e sia anche del materiale proveniente da Concordia e provvede all'imballo di questi materiali in base alla destinazione e ai vettori stabiliti.
Le procedure sono computerizzate e ogni cassa attraverso la compilazione delle packing-list identifica il destinatario e il materiale contenuto. Infatti una parte del materiale tornerà in Italia partendo già con il C130 nei prossimi giorni, mentre altre casse verranno stivate in container e torneranno nei prossimi mesi in nave.
Sono stati infatti predisposti dei container frigo per la spedizione dei campioni scientifici raccolti che manterranno la temperatura a +4° C, a -20°C e poi altri a temperatura ambiente per il materiale e i campioni scientifici che non necessitano di particolari cure per il trasporto.
Nel pomeriggio dopo aver visitato l'officina, dove viene svolta la manutenzione o vengono riparati i vari automezzi della base, io e Augusto facciamo una breve passeggiata in Tethys Bay.
Qui il personale logistico del PNRA sta costruendo un nuova modulare per accedere al pack, perché con il passare dei giorni la vecchia modulare dal molo della base potrebbe diventare più pericolosa e non permetterel'accesso al pack e alla pista del C130.
E' l'occasione per vedere delle sculture naturali antartiche, formatesi dallo scioglimento e dal ricongelamento della neve.
Osservo anche l'azione dei licheni endolitici che creano delle esfoliazioni della parte superficiale di alcuni massi.


 
La mattinata inizia presto con Sandro Torcini che mi guida nella visita dell’inceneritore e del depuratore. In questi giorni, infatti è stato attivato l’inceneritore e ciò avviene periodicamente quando si arriva ad accumulare un certo quantitativo di rifiuti.
Fin dall’inizio (1987), in tutta la base viene praticata la raccolta differenziata: plastica, lattine e vetro, carta e rifiuti organici.
Infatti una delle regole principali del Trattato Antartico è quella che in Antartide non deve rimanere nessun genere di rifiuto e quindi questi devono essere raccolti e riportati nei paesi di origine.
Il legno non trattato, la carta e cartone e i rifiuti di cucina, ed il fango di depurazione vengono bruciati nell’inceneritore.
Visito quindi insieme ad Sandro l’inceneritore con il forno, e tutti i sistemi di filtraggio dei fumi prodotti durante il processo di combustione che escono dal camino dell’inceneritore.
Successivamente passiamo a vedere l’impianto di depurazione dove tutte le acque reflue della base convergono e prima di essere scaricate nel mare subiscono un trattamento chimico-fisico di abbattimento degli inquinanti organici e non.
Non vengono utilizzati i batteri nella decomposizione e separazione della sostanza organica in quanto il clima troppo freddo non permette una loro regolare crescita.
Il cloruro Ferrico e l’alluminio insieme all’idrossido di sodio per regolare il pH della soluzione vengono utilizzati come agenti flocculanti.
I fanghi prodotti dopo la flocculazione ricchi di contaminanti e di sostanza organica incluso una grande quantità di batteri di origine umana vengono inviati ad una filtropressa che li
comprime per renderli adatti alla successivo incenerimento.
Il liquido risultante dopo la separazione dei fanghi passa in un filtro a carboni attivi per una ulteriore abbattimento di tensioattivi, cloro ed eventuali altri contaminanti e viene quindi sottoposto ad un trattamento a raggi UV per la demolizione della carica batterica, il liquido risultante, viene poi, attraverso una tubazione, finalmente scaricato in mare.
I controlli di laboratorio hanno lo scopo di controllare oltre che il buon funzionamento dell’impianto di depurazione anche che i liquidi che vengono scaricati in mare rispettino le norme italiane in merito ai limiti di legge previsti per lo scarico in acque superficiali.
Ho modo nel primo pomeriggio di farmi visitare dalla dott.ssa Cristina, il medico presente in base in questo periodo, per un certo dolore ad un dito del piede.
Lei mi diagnostica una irritazione seria della pelle e mi consiglia una serie di trattamenti oltre a farmi un bendaggio con una pomata antibiotica.
E’ l’occasione per fare alcune foto dell’infermeria e della sala operatoria della base.
Il resto del pomeriggio lo trascorro finalmente con Mariella e dopo tanto tempo riesco finalmente a vedere delle diatomee al microscopio ottico.
Mariella compie le sue osservazioni al microscopio ottico attraverso dei vetrini molto particolari che si chiamano camere di sedimentazione.
Il campione viene agitato molto lentamente per non spezzare e rompere le colonie ed in modo da renderlo il più possibile omogeneo.
Le osservazioni vengono fatte ad un microscopio ottico invertito.
Cioè gli obiettivi sono sotto il tavolo del microscopio e la fonte di luce proviene dall’alto.
Le camere di sedimentazione vengono osservate dopo almeno 24 ore per permettere alle alghe di sedimentarsi alla base del vetrino.
Nelle camere di sedimentazione è possibile quindi osservare tutti gli organismi unicellulari presenti nell’acqua del campione, fra questi microorganismi il gruppo microalgale dominante è costituito proprio dalle diatomee.
Questa dominanza è proprio una caratteristica del ghiaccio marino.
E’ molto interessante fare un ripasso generale dei principali gruppi di diatomee, delle loro caratteristiche sistematiche e poter osservare in tutta la loro bellezza le forme e le ornamentazioni dei frustuli delle diatomee al microscopio.
Le maggior parte delle diatomee antartiche sono molto grandi e quindi facilmente visibili al microscopio.
Posso così osservare alghe caratteristiche lungo la colonna d’acqua (planctoniche) come Stellaria microtrias specie delle diatomee centriche più abbondante nel Mare Antartico.
Nitzschia stellata che forma bellissime colonie a forma di stella Fra le diatomee che vivono attaccate ad un substrato (bentoniche) troviamo Amphyprora kufferathii (con le sue caratteristiche colonie) ed Entomoneis kjellmanni


 
La giornata è caratterizzata dalla mia visita alla stazione di Oasi.
Infatti le attività del gruppo SICAF stanno volgendo al termine.
Ci sono ancora alcune misure da prendere, sonde da raccogliere e ultimi campioni da filtrare ma l’impegno ed il lavoro del gruppo si è notevolmente ridotto e quindi riesco a dedicarmi maggiormente alla visita delle diverse strutture della base.
La mia visita ad Oasi comincia con Salvatore che effettua misure sulla radiazione UV attraverso l’utilizzo di un radiometro UV che è stato costruito direttamente da lui e dal suo gruppo di ricerca del Laboratorio di dispositivi ottici del Centro Ricerche della Casaccia dell’ENEA.
Il suo strumento è disposto sul tetto della stazione ed andandolo a vedere posso godere di uno splendido panorama sulla base e poi su Cape Washington.
E’ uno strumento che registra la radiazione UV sia diretta che riflessa ed è molto importante per gli studi che riguardano l’assottigliamento dello strato dell’ozono negli stati alti
dell’atmosfera. Uno strumento simile è presente anche alla Stazione di Concordia ed il prossimo anno probabilmente ne verrà installato un altro vicino alla Stazione francese di Dumont d’Urville.
Dopo ho avuto modo di vedere i diversi sistemi di misurazione del campo magnetico terrestre che sta seguendo Giovanni.
Vi sono diverse stazioni del Campo geomagnetico terrestre istituite dall’INGV e poi anche dall’Università de L’Aquila. Le misure del campo geomagnetico terrestre sono molto delicate e per non subire alterazioni la parte elettrica di trasmissione ed acquisizione dei dati deve essere distaccata e separata da quella dove sono localizzati gli strumenti di
misura del campo geomagnetico.
Queste stanze sono completamente fatte e rivestite in legno per isolare completamente l’interno dall’ambiente esterno.
Molto interessante è un teodolite che è costruito in ottone e che Giovanni utilizza ogni giorno per effettuare le misura di declinazione ed inclinazione dell’asse magnetico, insieme nella stessa stanza è stato posizionato anche un sensore di misura dell’intensità totale del campo magnetico.
Questa misura manuale è molto importante in quanto l’abbinamento di queste misure manuali con le altre misure di tipo elettronico permette di calibrarle e di rendere le misure più
complete. Questo perché gli strumenti elettronici permettono di misurare solo le possibili variazioni del campo magnetico.
Vediamo poi i tre sensori elettronici che misurano le tre componenti del campo magnetico (x,y,z) in un’altra stanza a loro dedicata.
Dopo abbiamo visto anche il telescopio ad infrarossi che è ubicato vicino alla stazione e che da quando le attività astronomiche negli ultimi anni si sono trasferite e Concordia è utilizzato più raramente.


 


Pagina 1 di 7
Slideshow is powered by phatfusion
Design by Next Level Design / Script by Joomla!